Siamo in un momento importantissimo di cambio. Ne abbiamo avuti molti in questi ultimi 6 anni, ma ora siamo davvero prossimi ad un salto.
E come tutti i salti sono anticipati da istanti di insicurezza, paura, dubbio ed esitazione, così stiamo tutti vivendo nel nostro piccolo –che per noi è il nostro grande– questo tipo di istanti.
Ogni reale cambiamento avviene tramite una spinta, e si sa: le spinte non sono mai piacevoli, anche quando si è preparati a riceverle.
Questa spinta è per ognuno di noi differente: una malattia, un lutto, un incidente, una crisi, un fallimento, una separazione, uno spostamento, un licenziamento, un ripartire da 0 o più raramente una relazione evolutiva che scomoda e spinge notevolmente fuori dal conosciuto e dalla dimensione di comfort, ovviamente l’elenco non è completo…
Ma si tratta sempre di un invito all’azione, che sia: prendersi cura, guardarsi dentro, riconciliare, salutare, cambiare, rimboccarsi le maniche e darsi da fare, adattarsi, ricostruire, insomma “agire diversamente”.
Questo è ciò che fa mutare: la nuova azione, e per definizione questa, se è autentica, non è mai piacevole o perlomeno non totalmente.
Ognuno di noi ha la condizione che si è scelto per progredire in base alla durezza della sua situazione iniziale di partenza. Non ci sono persone più fortunate o più disgraziate, ma le condizioni necessarie affinché si compia il vero salto materiale, che poi è anche sempre spirituale.
Ci saranno cambiamenti. Sono in atto adesso.
Nella vita, nel lavoro, nelle relazioni, nei rapporti, nelle condizioni, nelle abitudini, nelle routine e soprattutto verso dove prima mettevamo l’attenzione, perché questa ci verrà spostata dove ora è necessario vada, per concentrarla in vista del balzo.
Siamo nel balzo, attenzione, non è un evento spostato nel tempo, è qui, ora, adesso, lo stai già vivendo con tutto te stesso.
La senti quella difficoltà, quell’attrito, quella scomodità, quello stress, quella stanchezza, quell’incertezza, quella preoccupazione, quell’azione forzata, quell’affanno, quell’instabilità? Quel: “Che ne sarà… di me?”… o di altro?
Bene, è proprio quello.
Quindi, china il capo, chiudi la bocca, apri il cuore, guarda dentro te stesso e prendi la tua croce sulle spalle, o meglio: smetti di volerla abbandonare dato che è già lì adesso, accetta che la devi portare fin dove sei destinato a portarla, perché è qua che devi agire, ed è là che ora c’è da fare.
È davvero tempo di cambiare, di mutare forma, di smetterla di scimmiottare altro e altri, è tempo di manifestare le nostre reali capacità e facoltà mettendole all’opera praticamente ed aprire le ali, è tempo di agire senza maschere o ruoli, senza finzione, senza più trascinarsi in una condizione a metà… potrei dire che è tempo di Guarigione.
Ma per guarire, dato che guarire non vuol dire curare il sintomo, ma sistemare la radice del male, è necessario stare male, perché stare male, lo dice la parola stessa vuole dire “stare col male”, ossia in sua compagnia… per integrarlo, accoglierlo, cioè smetterla di rifiutarlo.
Il Male diviene fastidioso solo quando lo si rigetta, quando si ha paura di lui, quando lo si rifiuta, lo si giudica, lo si allontana perché considerato dannoso, allora diventa veramente pericoloso, altrimenti è un Messaggio Divino come un altro, solo meno piacevole, perché non ancora nostro, integrato. Eppoi è la mente che lo vede tale, poiché in verità esiste solo il Bene dato che il Male è solo un “Bene avariato”.
È davvero tempo di Essere Uno, ma veramente, non teoricamente… ed “Essere Uno” vuol dire non dividersi da quello che oggi definiamo “male”, o difficoltà, ostacolo, asperità… perché, come dicevano gli Antichi, sono proprio quelle che ti permettono di salire la montagna.
Io pure sto affrontando questo, ed insieme a me tutti, nessuno è escluso, ognuno col livello che gli è consono, affrontando le prove che gli permettono di auto iniziarsi, ricamate addosso sartorialmente dalle Intelligenze Celesti, su misura della propria vita, missione, destino e levatura.
Perciò sappiate, se cambierà qualcosa, e cambierà perché è già cambiata, se mi troverete diverso, meno “solito”, meno presente come sempre, beh, sappiate che è per questo, perché anch’io sto cambiando e sto concentrando l’energia dove è bene ora sia… e dove io stia.
Fate lo stesso anche voi, e non perché credete alle mie parole (forse), ma perché davvero è ciò cui siamo tutti chiamati a fare.
Buon “male”…😉
Thomas Yhorman Vitulano
“Non siamo soli, siamo Soli”