Non posso non denunciare una condizione estremamente pericolosa che coinvolge una grande fetta di persone che “segue la spiritualità” e soprattutto fa il “lavoro su di sé”, perché davvero il danno generato da chi sposa questa deviata visione è enorme. Poi ognuno trarrà le proprie conclusioni su chi sono i responsabili di tale “lavaggio del cervello”.
Allora, tanti uomini e donne “in presenza” e che dicono di “lavorare su se stessi”, palesano molto arrogantemente e presuntuosamente una corretta concezione dei precetti di lavoro su di sé e di “costruzione della realtà”, non immaginando di essere completamente agli antipodi di quello che in realtà si dovrebbe intendere, comprendere e praticare.
Ci tengo a dire che mi trovo a scrivere questa riflessione principalmente per due motivi, il primo perché è la mia passione e la mia professione da anni e credo di avere il diritto e anche il dovere di esprimermi in merito, se questo possa far riflettere qualcuno, magari scoprendo di essere in tale situazione e perché no, liberarsene, eppoi perché mi riguarda molto da vicino, pertanto è una materia che osservo in tutte le sue sfaccettature e sfumature.
Andiamo al dunque, mi autodenuncio subito, la mia intenzione è quella di far comprendere che così come viene oggi da molti riportata la “spiritualità e l’alchimia interiore”, (così come le leggi e la creazione della realtà) è puro fanatismo settario, non ha proprio nulla a che fare con il lavorare interiormente.
Secondo questa interpretazione degli Insegnamenti di sviluppo interno della coscienza, in sostanza tutti sono legittimati a fare qualsiasi cosa agli altri, perché sono loro che creano la loro realtà, e pertanto viene implicitamente asserito che non ci sono altri catalizzatori di questa, ma tutto ciò è follia. Una filosofia alla Ponzio Pilato.
Tu sei estremamente responsabile di quello che crei, fai e generi negli altri, e anche tanto, è proprio su questo che si basa tutto l’insegnamento, grazie al più alto precetto: “Non fare agli altri ciò che non vorresti ti sia fatto”. Ve lo ricordate?
Il fatto che ognuno viva ciò che deve vivere è un conto, che ovviamente al massimo delle personali capacità verrà metabolizzato o alchimizzato dalla persona che lo vive direttamente, ma non si può delegare totalmente all’altro ciò che vive e che noi generiamo con il nostro agire e dire! Con la scusa “è nella tua realtà quindi è roba tua, devi fare un lavoro su di te!”
Questa -chiamiamola come si chiama- è una totale dissociazione dalla realtà, tipico dei fanatici e dei manipolatori. Se tu mi tiri una sberla non mi puoi dire “te la sei creata tu, lavora su te stesso, è la tua realtà”, me l’hai tirata te, potevi anche non farlo! Dove starebbe in questo discorso il “libero arbitrio”? Poiché tu c’entri e c’eri, con la mano (o la parola o altro) in quella realtà essendo quest’ultima sempre condivisa. Nessuno è disgiunto dagli altri. Sì, diciamolo, la realtà, nonostante sia individuale a livello coscienziale è comunque sempre condivisa sul piano emotivo, morale, mentale, energetico e spirituale.
Gli stessi che paventano questo atteggiamento pervertito, poi affermano anche che “siamo tutti Uno e che siamo una famiglia unica, e che se uno sta male tutti lo possono sentire, quindi se uno si cura da possibilità all’altro di curarsi con maggior semplicità”! Perciò, alla luce di ciò si può anche dire che sussiste anche un’incoerenza preoccupante.
Quindi io non so con quale lente sporca molta gente spiritualoide stia guardando oggi questo mondo, anche se un’idea me la sono fatta, dato che è un fenomeno diffuso e promosso da tanti divulgatori, ma credo con certezza che sia molto distorta, ed è una visione molto pericolosa che può scusare gravi gesti… come tra l’altro se guardiamo bene, sta già succedendo ogni giorno sotto il nostro naso, sia a livello personale che globale.
Poi un’altra cosa che affermano: “non possiamo cambiare niente fuori, ma solo lavorare interiormente”, beh, anche qua si sbagliano di grosso e si deresponsabilizzano da come va il mondo che poi tra l’altro sono i primi a giudicare perchè non gli va bene ma non fanno nulla per cambiare.
Sì, perchè noi possiamo invece e dobbiamo cambiare le cose anche fuori, è il nostro compito da anime che hanno preso carne e sono scese in materia, sennò cosa saremmo venuti a fare? Solo a lavorare dentro di noi? Così da sentirci spirituali ma non compiendo ciò che realmente fa uno spirito in incarnazione? Cioè modificare la materia. Difatti è proprio questa l’alchimia, la trasmutazione e la magia massima, modificare la terra, non la filosofia o le parole, ma quello che cambiamo di pratico e di tangibile in questo piano rendendolo simile al Regno Divino.
Ma dai… quindi piantiamola con sti concetti assurdi, patinati e dissociati da una vera realtà ed una autentica spiritualità. Perché se si va avanti così, ritorneremo ad avere l’alibi peggiore che sia mai stato usato per compiere e scusare le peggiori nefandezze: “Non possiamo cambiare nulla noi, è la volontà di Dio a fare le cose”… nonostante si perpetuino poi le più immonde azioni scabrose.
Vi invito a riflettere “Lavoratori su voi stessi”… siate più sinceri ed onesti, e basta con queste paraculate che vi deresponsabilizzano su quanto siate malati, psichicamente parlando, e su quanto facciate male agli altri standogli accanto.
Mi spiace ma la verità è questa.
Dice un certo Antonio Schiena:
“Tutti apprezzano la tua onestà, finché non sei onesto con loro. A quel punto diventi uno stronzo.”
Thomas Yhorman Vitulano
“Non siamo soli, siamo Soli”