Dopo Samhain, Samonios, Samhuin, insomma l’attuale Halloween “Vigilia di Ognissanti”, e il giorno dei Morti, che segnano il momento dei “3 Giorni di Caos” (vedi qui il mio post sull’argomento), chiamati “Capodanno Celtico”, si apre una fetta dell’anno molto particolare, che coinvolge il periodo fino al Natale Iniziatico o Solstizio d’inverno.
Questo lasso di tempo, che inizia con –i 3 giorni fuori dal tempo– sopra citati (31 ottobre-1 e 2 novembre), si entra in una fetta dell’anno delle più impegnative, la così chiamata “Fetta Oscura”: un periodo di oscurità fisica e spirituale, in cui l’anima umana si ritira e si ritrae contraendosi, per poi rinascere e germogliare proprio a Natale.
Questi 55 giorni sono per l’anima umana molto duri, cupi e complessi da vivere, in quanto essa si avvicina di più ai mondi sottili, allontanandosi da quelli materiali… questo potrebbe sembrare ad una fugace visione una bell’immagine bucolica e gradevole, quasi ascensionale, ma in verità non lo è.
Accade che se l’anima si allontana, la personalità rimane più manchevole d’essenza, quasi lasciata a sé stessa, come una casa senza calore o fuoco. Non è un caso che in questo periodo il freddo si fa sentire e le ore di luce diminuiscono in maniera considerevole (complice anche il voluto cambio d’ora in aggravante), e nelle case appunto si debbano accendere stufe e focolari per scaldarsi… tutto ciò è un’esigenza non solo fisica ma anche spirituale, e le persone sentono di aver bisogno di luce e calore, diventando per la mancanza o più ostili o più mendicanti.
Difatti, in questo tempo la vicinanza di amici, buone relazioni e scambi, con poi le famosissime strenne, i tipici regali natalizi sul finire di questo periodo, come fosse un sigillo esorcizzante, rappresentano, insieme alle decorazioni le feste riunitive e le luci, la necessità profonda di riavvicinarsi a quel calore e a quella luce che si erano allontanati.
Pertanto, questo tempo è un processo infernale, non solo invernale, infatti il solstizio d’inverno non rappresenta -per il calendario magico naturale- l’inizio della stagione invernale come oggi è invece considerato da quello gregoriano; ma il suo cuore, il suo centro, l’acme, la vetta, o meglio il fondo… momento in cui poi il sole, dopo 3 giorni e mezzo (come il Cristo prima della resurrezione) riprende la sua levata mostrando una leggera ascensione all’orizzonte, proprio il 25 dicembre.
Ecco che fino a quel giorno le forze del caos, dell’oscurità e del contrasto, cioè tutte quelle forze negative o indesiderabili od involutive, vagano indisturbate grazie alla crescita dell’ombra esterna ed interna, vessando ed ossessionando più che possono le persone, essendo l’anima di tutte più vicina al cielo sì, ma più lontana dal corpo.
Così, risulta utile ed urgente prendere delle precauzioni almeno fino a Natale, anche se poi da queste “energie basse” non ne saremo totalmente fuori fino al 2 di febbraio, giorno assegnato alla festività della Candelora, la Festa della Luce o delle candele; momento in cui, sempre secondo il calendario della Natura, l’Inverno/inferno finisce, regredendo totalmente giorno dopo giorno… lasciando spazio ai primi tepori e ai primi fiori che proprio in quei giorni di inizio primavera, spuntano timidi, ma audaci come eroi.
Ma ora, di seguito indico i 14 stratagemmi come precauzioni per questi tempi:
–stare di più con gli amici e le persone care;
-scambiarci doni e atti di amore e sostegno;
-fare letture che avvicinano all’anima;
-stare di più con persone che hanno la fiamma accesa (mentori, guide, bambini e anziani con la scintilla viva);
-accendere diverse candele in casa almeno da quando tramonta all’alba;
-stare il più possibile al sole;
-praticare buone abitudini che ci donano forza e salute, non impigrirsi ma allenarsi dolcemente;
-pregare e ringraziare di più;
-dedicarsi ad attività ed hobby lasciati in sospeso, magari artistici, comunque piacevoli per noi;
-stare di più in silenzio e in contemplazione;
-ascoltare musica edificante e luminosa, ottimi i canti corali (anche natalizi);
-fare cernite ed ordinare, tenendo puliti fisicamente ed energeticamente gli spazi;
-riparare e rammendare cose rotte;
-rimediare ad errori commessi, scusarsi e perdonare incomprensioni e screzi famigliari e amicali;
I 14 stratagemmi servono a mantenerci dinamici, vivi e attivi nello spirito e nell’anima per prepararci al Natale Spirituale che vivremo dopo il 21-22 Dicembre, arrivando il 25 con il bambino d’oro interiore o seme divino, bello sveglio e pronto per essere partorito.
C’è un grande lavoro da fare, anche perché ogni giorno che passa verso il Natale, le forze del contrasto cercano appunto di contrastare questo intento positivo in mille maniere differenti, impedendoci di fare.
L’inverno stimola le correnti della pigrizia e della letargia nella nostra personalità, correnti per antonomasia capostipiti del movimento egoico di imbottigliamento della nostra essenza. Di contro però, nell’anima stimola la focalizzazione, la concentrazione e l’anelito ai più alti ideali. Usiamoli.
Buon lavoro in questa fetta.
Thomas Yhorman Vitulano
“Non siamo soli, siamo Soli”