Vago nel bosco in cerca d’un posto che mi affranchi da ciò che in me, è ancora fosco.

 

Vago nel bosco perché in esso mi sento accolto senza alcun costo.

 

Vago lento nel bosco perché mi superi il mio interiore mostro, ed io lo possa veder chiaro in volto.

 

Vago nel bosco perché in esso ogni passo è mistico e misterioso, e mi fa ricredere che il mondo non sia solo un posto banale ed insidioso.

 

Vago nel bosco pieno di fermento come un novello mosto, perché è lì ch’io tiro fuori ciò che di più bello in me è riposto.

 

Vago nel bosco con celato timor, ma onestamente devo dir d’esser io infine ancor quello più losco.

 

Vago affianco ad alberi immobili, ma mi accorgo che in verità, son più di me liberi.

 

Vago nel bosco per cercar ciò che è perduto e non più nostro, perché nel bosco è rimasto custodito e nascosto.

 

Vago nel bosco perché solo lì respiro la sensazione che esista qualcosa che non vedo ma che in fondo conosco.

 

Vago nel bosco quando ho dubbi, quesiti o domande, perché tramite foglie, rami o ghiande, vengo risposto.

 

Vago nel bosco perché sempre mi aiuta a ricordare chi sono quando più non mi riconosco.

 

Vago nel bosco perché son nato in agosto, e ci vado anche sicuro finanche il giorno si fa scuro, perché infine sono uno tosto.

 

Vengo nel bosco perché quando vi entro se son pesante e solo, quando esco son leggero e volo.

 

Vedo nel fitto del bosco ciò che non scorgo di giorno nemmeno se ce l’ho sotto, ecco perché vago nel bosco: per aprir occhi e cuore, poiché lì mi sento vivo e risorto.

 

Thomas Yhorman Vitulano