Una delle cose più difficili da fare è riuscire a rifuggire dal male, a non accettarlo nemmeno in minime quantità nella propria vita, e non mi sto riferendo al dolore o alla sofferenza che sono altre cose a cui non si può sottrarsi nella vita, ma proprio al Male, a quella potenza che cerca dalla notte dei tempi di minare la pace, l’armonia e la vita stessa.
Se ci osserviamo bene e siamo onesti nessuno rifugge dal male, tutti lo accettano in qualche forma e misura nella loro vita, per poi lamentarsi dei danni che porta con sé! Mancanza di pace, armonia, fluidità, prosperità, mancanza di costruttività e serenità, ecc.…
È come lasciare la porta aperta in inverno e lamentarsi perché la casa è fredda e ha correnti d’aria gelida nonostante la stufa sia sempre accesa.
Al Male bisogna chiudergli la porta, non ci sono altre vie, altre tecniche o strategie, ma solo chiudere.
E allora come accade che si accetta il male nella propria vita? Attraverso piccoli spifferi, sì perché quasi nessuno lascia appositamente spalancata la porta principale per farlo entrare, anche se esistono le eccezioni, ma qui non mi intratterrò a parlare di queste…
Torniamo alla persona “comune”, o anche a quella meno comune, ossia a quella che vuole fare un lavoro di conoscenza di sé, avvicinandosi alla spiritualità e allo studio delle Leggi della Vita. Indubbiamente i primi, ma parimenti i secondi, lasciano qualche spiraglio aperto al male, e molte volte addirittura finestre a due ante!
In che modo? Tramite piccoli o grandi compromessi, accettando mancanza di rispetto, ingratitudine reiterata, comportamenti punitivi, rapporti e relazioni tossiche solo perché si sta inseguendo il sacro e quindi non è spiritualmente corretto dire di no a queste situazioni.
Questo atteggiamento è un tranello proprio del maligno: farti credere di essere cattivo quando dovresti solo attuare rispetto.
Dire di no, mettere paletti, limiti e confini è da sempre un metodo di protezione della propria luce e pace, della propria energia e del proprio bene ed armonia.
Non si può vivere in pace (nonostante la vita ci porti sfide, tentazioni e prove costanti) senza che si argini il male dietro ad un confine preciso.
Il Mago prima di fare qualsiasi atto magico, invocazione o evocazione teurgica che sia, traccia attorno a sé col bastone, la bacchetta, il sale, la cenere, il gesso, la spada o il pugnale un cerchio di confine che è un chiaro e secco NO al male, in cui viene scritto “tu qua non entri”.
Non è cattivo, è saggio… forte… conosce che non si può chiamare o creare nulla di buono e costruttivo all’interno di quel cerchio se quest’ultimo non è chiuso e lui presente dentro ad esso.
La pace è un atto di volontà, una conquista, un esercitare la nostra forza ad allontanare il male dalla nostra vita, non è qualcosa che ci viene data naturalmente, regalata, abbonata perché siamo “bravi e spirituali” o seguiamo un “sentiero di Luce”.
Nella vita, se vorremo realmente perseguire il Sentiero della Luce, dovremo moltissime volte rifiutare il Male e scegliere di tutelare la pace e il bene, che in primis sarà sempre il “bene nostro” inteso come “la nostra pace ed armonia”, poiché queste vanno preservate a tutti i costi, rappresentando le espressioni più vicine alla vita e al sacro che abbiamo, essendo le prime forme d’amore.
Pensate alla vita di Cristo, quante volte ha dovuto semplicemente dire “No!”, alle tentazioni diaboliche, nel deserto e mille altre volte nel corso della sua vita, anche rifiutando persone che bramavano la sua attenzione o i suoi miracoli o pretendevano che lui mostrasse chi fosse. Rifiutandosi non era cattivo, crudele o egoista, chiudeva semplicemente le porte al male, poiché esso entra dalle brecce e dalle piccole crepe, da infime e invisibili fessure lasciate aperte nel nome del buonismo, dell’educazione posticcia, del “non si fa” o del “devo apparire sempre accondiscendente per farmi apprezzare dagli altri” e di tante altre forme psicologiche di dipendenza e d’insicurezza.
Sì, queste sono le porte che lasciamo aperte al male. Invece, proprio queste vanno chiuse senza remore né timore.
Il saggio non è buono, è giusto, si sa aprire e si sa chiudere, sa dire di no, sa porre limiti, confini, barriere e paletti là dove vanno messi per preservare ciò che c’è di buono, di bene e di bello in sé e attorno a sé, preservando la vita, l’armonia, la pace e la gioia, che sono i doni più preziosi e quelli più facili da intaccare.
Quindi, smettiamola di dare libero spazio al male nel nome di un buonismo di facciata, di una convenienza personale o di una nostra insicurezza data dall’idea che gli altri si fanno al mio no o al mio porre dei limiti.
Il male va rifiutato sempre, non ci sono vie di mezzo, altrimenti seppur poco accesso gli si dà esso ti intacca… Applicare questo rifiuto rende anche più sano e forte il nostro spirito e il nostro corpo.
Sapete quanti predicanti “il bene e la luce” in realtà pranzano col male e dormono con esso tutte le notti?
Quasi tutti… non hanno la forza e il coraggio di allontanarlo dalla propria vita, perché il male dà sempre dei servigi carichi di un enorme prezzo però, servigi che se si analizzano fanno solo leva sulle nostre debolezze e istinti più bassi e beceri.
Dirgli di no dunque sarebbe un rinunciare ad una parte di sé stessi che lui rappresenta e su cui ha presa su di noi, elevandoci, emancipandoci e liberandoci di quelle parti basse che ci abitano… sfollandole.
Ecco, che infine il Male riveste un grande ruolo: quello di Maestro, di guida VERSO la Luce. Essendo tutto al servizio della Luce, neanche il male può sottrarsi ad essa… difatti, non potendola incarnare direttamente, esso ti guida verso questa, ma solo se tu hai la forza di rinunciare ad una parte di quello che credevi di essere.
Questa è l’unica leva che ha sempre agito sull’uomo: “accettami nella tua vita, e io ti darò delle golosissime briciole”… non accettate mai le briciole e la miseria, poiché sono intrise del veleno da cui nascono (povertà) e la vita è ricchezza, abbondanza, floridità, dunque ribaltate il Tao: Normalmente accettiamo tanto male (nero) per un pizzico di bene (bianco) la briciola, invece dovremmo accogliere molto bene e accettare solo un pizzico di male, che tanto sarà talmente addolcito e confinato dallo splendore e dal candore da farci sorridere quando ci tenterà con la sua amara briciola.
Thomas Yhorman Vitulano
“Non siamo soli, siamo Soli”